Home Page
Mai_disperare
MAI DISPERARE!

Gesù

«Voi che siete immersi nel male o che per più o meno tempo siete vissuti errabondi e fuggiaschi a causa dei vostri delitti, se i falli di cui siete colpevoli hanno indurito il vostro cuore... se, per soddisfare la vostra passione sre­golata, siete caduti nei più gravi scandali, quando la vostra anima si renderà conto del suo stato o i complici dei vostri delitti vi abbandoneranno, non lasciate che la disperazione s'impadronisca di voi. Fin che resta all'uomo un soffio di vita può ancora ricorrere alla misericordia ed implorare il perdono. «Se siete giovani e già i disordini della vostra giovi­nezza vi hanno degradati agli occhi del mondo, non temete!... Anche se il mondo ha ragione di trattarvi da criminali, di disprezzarvi e di abbandonarvi, il vostro Dio non permetterà che la vostra anima diventi preda dell'inferno... Desidera invece con ardore che voi vi accostiate a Lui per perdonarvi. Se non osate parlargli, rivolgete a lui i vostri sguardi ed il sospiro del vostro cuore, e ve­drete assai presto la sua mano tanto buona e paterna condurvi alla sorgente del perdono e della vita. «Se volontariamente avete passato la maggior parte della vita nell'empietà o nell'indifferenza, e improvvisa­mente, prossimi all'eternità, la disperazione cerca di ac­cecarvi, non vi lasciate ingannare, perché è ancora il tempo del perdono! Anche se vi restasse un attimo solo di vita, in quel secondo potete guadagnarvi la vita eterna!... «Se la vostra esistenza più o meno lunga trascorse nell'ignoranza e nell'errore, se siete stati causa di gravi mali per gli uomini, per la società, per la religione stessa, e se per una circostanza qualunque riconoscete finalmente di esservi ingannati... non lasciatevi abbattere dal peso delle colpe, né dal male di cui siete stati strumento. Ma la vostra anima penetrata del più vivo pentimento si getti nell'abisso della fiducia e ricorra a Colui che vi attende sempre per perdonarvi tutti gli errori della vostra vita. 

«Parlerò anche per quell'anima che dapprima è vissuta fedele all'osservanza della mia legge, ma poi si è raf­freddata a poco a poco fino alla tiepidezza di un'esistenza comoda. Essa ha, per così dire, dimenticato la sua anima e le sue aspirazioni verso il meglio. Dio le domandava un maggiore sforzo, ma accecata dai suoi difetti abituali essa è caduta nei ghiacci della tiepidezza, peggiori ancora di quelli del peccato, perché la coscienza sorda ed addor­mentata non sente più la voce di Dio. «Se una forte scossa la risveglierà improvvisamente, la vita le apparirà inutile e vuota per l'eternità... Essa ha perduto innumerevoli grazie... e il demonio, che non vuole lasciarsi sfuggire la preda, la getterà nello scoraggiamento, nella tristezza, nell'abbattimento, e a poco a poco la sommergerà nel timore e nella disperazione. «Anime che amo, non ascoltate questo nemico crudele! Venite subito a gettarvi ai miei piedi e penetrate di vivo dolore, implorate la mia misericordia e non temete! Io vi perdono! Riprendete di nuovo la vostra vita di fervore: ritroverete i vostri meriti perduti e la mia grazia non vi mancherà.

«Finalmente devo Io rivolgermi alle mie anime consa­crate? Potrebbe darsi che una di esse abbia passato lunghi anni nell'esatta osservanza della regola e dei suoi doveri religiosi... Sì, e un’anima che avevo favorita delle mie grazie, istruita coi miei consigli, un'anima a lungo fedele alla voce della grazia ed alle ispirazioni divine... Ed ecco, per una piccola passione, un'occasione non evitata, una soddisfazione data alla natura, un rilassamento nello sforzo necessario, si è raffreddata a poco a poco, è caduta in una vita ordi­naria, poi volgare... infine tiepida... Ah! se per una ragione o l'altra vi desterete un giorno dal vostro torpore, sappiate che in quell'istante il demonio, geloso del vostro bene, vi assalirà in mille modi. Vi persuaderà che è troppo tardi e che tutto è inutile, vi riempirà di timore e di ripugnanza per scoprire lo stato dell'anima vostra, vi chiuderà la bocca per impedirvi di parlare e di aprirvi alla luce, si sforzerà di soffocare in voi la fiducia e la pace. «Anime scelte, ascoltate piuttosto la mia voce dirvi ciò che dovete fare: appena la grazia vi muove, prima ancora che incominci la lotta, accorrete al mio Cuore: chiedetegli di versare sulla vostra anima una goccia del suo sangue. Sì, venite a me!... e non temete per il passato: il mio Cuore l'ha sommerso nell'abisso della misericordia e il mio amore vi prepara nuove grazie. Il ricordo del passato non sarà per voi che un motivo di umiliarvi e di accrescere i vostri meriti e, se volete darmi la più grande prova d'amore, contate sul mio perdono e credete che i vostri peccati non giungeranno mai a superare la mia misericordia infinita...

Gesù a Sr. Josefa Menendez, Testi approvati da  E. Card. PACELLI, futuro Pio XII.