O anima consacrata

Egli parla e Josefa scrive: «Voglio ora
rivolgerMi alle mie anime consacrate, affinché possano farMi conoscere ai peccatori
ed al mondo intero. «Molte tra esse non sanno ancora approfondire i miei sentimenti.
Mi trattano come uno che vive lontano da loro... uno che conoscono poco e in cui non
hanno abbastanza fiducia. Voglio che rianimino la loro fede e il loro amore, che
vivano in intimità e confidenza con Colui che esse amano e che le ama. «In una
famiglia è il figlio maggiore che conosce meglio i sentimenti e i segreti paterni. Infatti
il padre a lui si confida più interamente perché i più giovani non sono ancora capaci di
interessarsi ai gravi affari, né di andare al di là della superficie delle cose. Perciò al
maggiore spetta di trasmettere ai fratelli i desideri e i voleri del padre quando questi
viene a mancare. «Nella Chiesa ho dei figli maggiori e sono le anime che ho scelte per
Me. Consacrate dal sacerdozio o dai voti religiosi, esse vivono più vicino a Me,
partecipano alle mie grazie di privilegio, e a loro confido i miei segreti, i miei
desideri... e anche i miei patimenti! «Sono esse che incarico, per mezzo del loro
ministero, di vegliare sui fanciulli, loro fratelli, e direttamente o indirettamente
istruirli, guidarli e trasmettere loro i miei insegnamenti. «Se le mie anime scelte Mi
conoscono pienamente, sapranno farmi conoscere, se Mi amano davvero, sapranno
farmi amare. Ma che cosa insegneranno agli altri se Mi conoscono poco?... Ora Io
domando: si può amare molto Colui che si conosce male? Si può parlare con vera intimità
a Colui da cui ci teniamo lontano?... a Colui in cui abbiamo poca fiducia?...
«Ecco quello che voglio ricordare alle mie anime consacrate. Non è una cosa nuova,
certamente, ma esse hanno bisogno di rianimare la loro fede, il loro amore e la loro
fiducia. «Voglio che Mi trattino con maggiore intimità, che Mi cerchino nel loro
interno, poiché esse sanno che l'anima in grazia è tempio dello Spirito Santo. E là Mi
vedano come Io sono, cioè come Dio, ma Dio d'amore! Abbiano più amore che timore,
credano al mio amore senza mai dubitarne! Molte, infatti, sanno che le ho scelte
perché le ho amate, ma quando si sentono oppresse dalle loro miserie, e forse anche
dalle colpe, allora le invade la tristezza al pensiero che Io non abbia più per loro
l'amore di una volta».
...
Josefa riprende la penna, e
sempre inginocchiata al suo tavolino scrive mentre Gesù prosegue: «Ti ho detto ieri
che quelle anime non Mi conoscono. Quelle anime non hanno capito che cos'è il mio
Cuore! Poiché sono appunto le loro miserie e le loro colpe che inclinano la mia bontà
verso di loro. E quando riconoscono la loro impotenza e debolezza, si umiliano e
vengono a Me con piena fiducia, allora esse Mi glorificano ancora più che prima della
loro colpa. «Così quando esse pregano per sé e per gli altri: se esitano, se dubitano di
Me, non onorano il mio Cuore, mentre Mi glorificano quando aspettano con sicurezza
ciò che Mi chiedono, certe che non potrò rifiutare loro se non quello che sarebbe
dannoso alle loro anime. «Quando il Centurione venne a supplicarMi di guarire il
servitore, Mi disse con molta umiltà: "Non sono degno che Tu entri in casa mia..." ma
pieno di fede e di fiducia aggiunse: "Tuttavia, Signore, se dici una sola parola il mio
servo guarirà". Quest'uomo conosceva il mio Cuore, e sapeva che non posso resistere
alle suppliche di un'anima che aspetta tutto da Me... Quest'uomo Mi ha grandemente
glorificato perché all'umiltà ha congiunto una fiducia ferma e totale... Sì, quest'uomo
conosceva il mio Cuore, eppure non Mi ero manifestato a Lui come Mi manifesto alle
mie anime scelte! «Con la fiducia esse otterranno innumerevoli grazie, non soltanto
per se stesse ma per gli altri, ed è quello che voglio che comprendano pienamente,
poiché desidero che manifestino i sentimenti del mio Cuore alle povere anime che non
Mi conoscono». Qui Nostro Signore s'interrompe un istante, poi riprende insistendo:
«Lo ripeto ancora: ciò che ora dico non è niente di nuovo. Ma come una fiamma ha
bisogno di essere alimentata per non spengersi, così le anime hanno bisogno di un
nuovo incitamento che le faccia avanzare, e di nuovo calore che le rianimi. «Fra le
anime a Me consacrate, poche ve ne sono che hanno in me una vera fiducia, perché ce
ne sono poche che vivono in intima unione con Me. Voglio che si sappia che amo le
anime quali esse sono. So che la fragilità le farà cadere più d'una volta. So che in
molte occasioni non manterranno ciò che Mi hanno promesso: ma il loro proposito Mi
glorifica, l'atto di umiltà che faranno dopo una caduta, la fiducia che pongono in Me
mi onorano talmente che il mio Cuore sparge sopra di esse un torrente di grazie.
«Voglio che si sappia quanto desidero che le anime consacrate si rianimino e si
rinnovino in questa vita di unione e d'intimità con Me. Esse non si limitino a parlarMi
quando sono ai piedi dell'altare. Sono là presente, è vero, ma Io vivo anche dentro di
loro, e Mi compiaccio a non fare che una cosa sola con loro. «Mi parlino di tutto!... Mi
consultino in tutto!... Mi domandino tutto!... Io vivo in loro per essere la loro vita.
Dimoro in loro per essere la loro forza... Sì, lo ripeto non dimentichino che Mi
compiaccio di fare una cosa sola con loro... Si ricordino che Io vivo in esse... e che là
le vedo, le ascolto, le amo. Là aspetto che corrispondano al mio amore! «Vi sono
molte anime che ogni mattina fanno orazione: ma non è piuttosto una formalità che un
colloquio d'amore?... Ascoltano o celebrano la Messa, e Mi ricevono nella
Comunione... ma una volta uscite di chiesa non si lasciano forse talmente assorbire
dagli affari, che non pensano più a rivolgerMi una parola?... «Mi trovo in queste
anime come in un deserto: non Mi dicono niente; non Mi chiedono niente: e quando
hanno bisogno di essere consolate spesso si rivolgono a qualche creatura di cui vanno
in cerca, piuttosto che a Me, loro Creatore, che vivo e sono in esse! «Non è questa
mancanza di unione, mancanza di vita interiore o, ciò che viene a essere lo stesso,
mancanza d'amore? «Voglio anche ricordare alle anime consacrate che Io le ho scelte
in modo speciale, affinché vivendo con Me di questa vita di unione Mi consolino e
riparino per tutte quelle che Mi offendono. «Voglio che si ricordino il dovere che
hanno di studiare il mio Cuore, per condividerne i sentimenti e realizzarne i desideri
per quanto è loro possibile. «Quando un uomo lavora nel proprio campo si applica con
ardore a sradicare tutte le erbe cattive, e non risparmia né pena né fatica finché non vi
sia riuscito. Così Io voglio che le anime a Me consacrate, appena conosciuti i miei
desideri, si applichino con zelo ed ardore ad effettuarli, senza retrocedere davanti a
qualsiasi difficoltà o sofferenza, per accrescere la mia gloria e riparare le offese del
mondo. «Ti ripeterò questo domani, ora va' nella mia pace!».
...
«Che hai fatto, Josefa, per meritare il cielo?». «Nulla, Signore, ma mi hai promesso di darmi i
tuoi meriti». «Non ti basta, forse, vivere nel mio Cuore?». «Certo - dice Josefa ma
ciò non mi toglie il desiderio del cielo, poiché là Lo vedrò per sempre e non
L'offenderò mai!». «LasciaMi scegliere l'ora - dice Gesù - Ora scrivi per le anime
consacrate». Questa è l'ultima volta che Josefa raccoglierà per le anime i desideri
ardenti del Cuore di Gesù: «Le invito tutte, i miei Sacerdoti, i miei Religiosi, le mie
Religiose, a vivere in intima unione con Me. «Spetta ad esse conoscere i miei desideri
e condividere le mie gioie e le mie tristezze. «Tocca ad esse di occuparsi dei miei
interessi senza risparmiare né fatiche, né sofferenze. «Ad esse riparare, con le
preghiere e le loro penitenze, le offese di tante e tante anime! «Ad esse soprattutto
spetta raddoppiare l'unione con Me, e non lasciarMi solo! Non lasciarMi solo... Ah!
molte non comprendono, e dimenticano che tocca a loro tenerMi compagnia e
consolarMi!... «Ad esse, infine, di formare una lega d'amore e, tutte unite nel mio
Cuore, implorare per le anime la conoscenza della verità, la luce e il perdono. «E
allorché penetrate di dolore alla vista delle offese che ricevo da ogni parte, le mie
anime scelte si offriranno per riparare e lavorare all'Opera mia, la loro fiducia sia
intera, perché non potrò resistere alle loro suppliche e le esaudirò pienamente. «Si
applichino dunque tutte a studiare il mio Cuore e ad approfondirne i sentimenti. Si
sforzino di vivere unite a Me di parlarMi, di consultarMi. Rivestano dei miei meriti e
coprano col mio sangue tutte le loro azioni. Consacrino la loro vita alla salvezza delle
anime e all'accrescimento della mia gloria! Non si rimpiccoliscano considerando se
stesse, dilatino invece il loro cuore vedendosi rivestite della potenza del mio sangue e
dei miei meriti, poiché se agiscono da sole, non potranno fare gran cosa, ma se
lavorano con Me, in mio nome e per la mia gloria, allora saranno potenti. «Le anime a
Me consacrate ravvivino i loro desideri di riparare e chiedano con fiducia che sorga sul
mondo il giorno del Re divino, cioè il giorno del mio Regno universale! «Non temano,
sperino in Me, confidino in Me! «Siano divorate di zelo e di carità per i peccatori!.. Ne
abbiano compassione, preghino per loro e li trattino con dolcezza! «Parlino a tutti gli
uomini della mia bontà, del mio amore, della mia misericordia! «Rivestano i loro
lavori apostolici di preghiera, di penitenza e soprattutto di fiducia, non nelle loro
industrie, ma nella potenza e nella bontà del mio Cuore che le accompagna! «Nel tuo
nome, o Signore, opererò e so che sarò potente! «Questa fu la preghiera dei miei
Apostoli, uomini poveri e ignoranti, ma ricchi e sapienti della ricchezza e sapienza
divina!... «Tre cose chiedo alle anime consacrate: «Riparazione, cioè vita di unione
col Riparatore divino: operare per Lui, con Lui, in spirito di riparazione, in stretta
unione ai suoi sentimenti e desideri. «Amore, cioè intimità con Colui che è tutto
amore e che si mette al livello delle sue creature, per domandare di non lasciarLo solo,
e di darGli il loro amore. «Fiducia, cioè sicurezza in Colui che è bontà e misericordia...
in Colui col quale io vivo giorno e notte, che mi conosce e che io conosco...
che mi ama e che io amo... in Colui che invita le sue anime consacrate perché vivendo
con Lui e conoscendo il suo Cuore aspettino tutto da Lui. Le ultime righe del
Messaggio sono tracciate!...
Gesù a Sr. Josefa Menéndez con approvazione di Card Pacelli, futuro Pio XII.