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Come vivere da veri cattolici

I cinque sassi contro Golia

Caravaggio

Ecco i tuoi cinque sassi per vincere Golia:

 la Bibbia
 
(Leggere e meditare la Parola di Dio quoditianmente)

“la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non v’è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto” (Ebr 4,12-13).


 la Confessione mensile
(Fatta col cuore)

San Francesco di Sales diceva che nella confessione il fedele “riceve non solo l’assoluzione dei peccati, ma anche una forza per evitarli nell’avvenire, una luce più viva a ben distinguerli e una grazia abbondante per rimediare ai danni causati. Inoltre fortifica le virtù dell’umiltà, dell’obbedienza, della semplicità e della carità; di modo che
 
con una sola confessione si faranno più atti di virtù che in qualsiasi altro esercizio di pietà (Filotea, cap. 19).

l'Eucarestia
(Partecipare alla messa, se possibile, quotidinamente)

“Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: «Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura:
fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno»” (Gv 7,37-38).
"Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. (Gv 14,23)

Gesù disse: "In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. (Gv 6,53-56)

(e comunicarsi in modo degno, quindi se necessario passando dalla confessione)

“Chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno pertanto esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. È per questo che tra voi ci sono molti ammalati e un buon numero sono morti” (1 Cor 11,27-30).
San Giovanni Crisostomo diceva: “Anch’io alzo la voce, supplico, prego e scongiuro di non accostarci a questa sacra Mensa con una coscienza macchiata e corrotta. Un tale accostamento, infatti, non potrà mai chiamarsi comunione, anche se tocchiamo mille volte il corpo del Signore, ma condanna, tormento e aumento di castighi” (Ecclesia de Eucharistia 36)

 il Rosario
(quotidiano)

San Vincenzo de Paoli: “Dopo la Messa, la devozione al Rosario ha fatto scendere nelle anime più grazie che tutte le altre devozioni, e con le sue Ave Maria compie più miracoli di ogni altra preghiera”.

Giovanni Paolo II: “Fin dai miei anni giovanili la preghiera del Rosario ha avuto un posto importante nella mia vita spirituale.
Ad esso ho consegnato tante preoccupazioni, in esso ho trovato sempre conforto” (Rosarium Virginis Mariae).

Santo Curato d’Ars, San Giovanni Maria Vianney: “Nella preghiera ben fatta i dolori si sciolgono come neve al sole. Anche questo ci dà la preghiera: che il tempo scorra con tanta velocità e tanta felicità dell’uomo che non si avverte più la sua lunghezza.
Ascoltate: quando ero parroco a Bresse, dovendo per un certo tempo sostituire i miei confratelli, quasi tutti malati, mi trovavo spesso a percorrere lunghi tratti di strada; allora pregavo il buon Dio, e il tempo, siatene certi, non mi pareva mai lungo”.

Don Bosco diceva che il Rosario è la bancarotta del diavolo

 il Digiuno

S. Agostino: “Il digiuno purifica l’anima, eleva la mente, sottomette la carne allo spirito, rende il cuore contrito e umiliato, dissipa le nebbie della concupiscenza; smorza gli ardori della libidine e accende la luce della castità” (De orat. et jeiun., serm. 73).