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Messa quotidiana e comunione

Messa quotidiana e Come fare una bella Comunione

“Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce:
«Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura:
fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno»” (Gv 7,37-38).

"Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me ed io in lui" (Gv. 6,56).
Si può portare il fuoco sul petto senza bruciarsi le vestì?" (Pr.6,27).
 "Il Signore tuo Dio è fuoco divoratore" (Dt. 4,24)
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Comunione

Sant'Agostino assicura: "Se ogni giorno riceverai questo Sacramento, Gesù sarà sempre con te e crescerai nell'amore divino".
"Spesso mi assalgono desideri cosi vivi di comunicarmi che non so come spiegarli. Un mattino pioveva cosi a dirotto che mi pareva impossibile uscire di casa: ma, appena fuori, l'impetuosità del desiderio mi travolse a tal punto che non mi sarei fermata neppure se mi avessero puntato contro delle lance, come avrebbe potuto trattenermi allora un po' d'acqua!".   Santa Teresa d'Avila

Nel medioevo S. Tommaso affermava: “L’Eucaristia è cibo spirituale e perciò come ogni giorno ci nutriamo del cibo corporale, così è lodevole cibarsi ogni giorno di questo Sacramento” (Somma teologica, III,80,10, ad 4).
Pio XII nell’enciclica Mediator Dei scrive: “Stimolate nelle anime affidate alle vostre cure l’appassionata e insaziabile fame di Gesù Cristo; il vostro insegnamento affolli gli altari di fanciulli e di giovani che offrano al Redentore Divino la loro innocenza e il loro entusiasmo; vi si accostino spesso i coniugi, perché nutriti alla sacra mensa e grazie ad essa possano educare la prole loro affidata al senso e alla carità di Gesù Cristo; siano invitati gli operai perché possano ricevere il cibo efficace e indefettibile che ristora le loro forze... Radunate infine tutti gli uomini di tutte le classi e ‘costringete ad entrare’ (Lc 14,23) perché questo è il pane della vita, del quale tutti hanno bisogno”.
L’Istr. Eucharisticum mysterium (1967) dice: “Poiché è evidente che la SS. Eucaristia, ricevuta frequentemente o ogni giorno, accresce l’unione con Cristo, alimenta più abbondantemente la vita spirituale, arma più potentemente l’anima di virtù e dà a colui che si comunica un pegno anche più sicuro della felicità eterna; i parroci, i confessori e i predicatori invitino con frequenti esortazioni e molto zelo il popolo cristiano a questo uso tanto pio e salutare” (n. 37).
E Giovanni Paolo II: “Bisogna quindi ricordare che l’Eucaristia, quale mensa del Pane del Signore, è un continuo invito, come risulta dall’accenno liturgico del celebrante al momento dell’”Ecce Agnus Dei! beati qui ad cenam Agni vocati sunt” e dalla nota parabola del Vangelo sugli invitati al banchetto di nozze. Ricordiamo che in questa parabola ci sono molti che si scusano dall’accogliere l’invito a motivo di circostanze diverse” (Dominicae Cenae, 11).

..tutto il paradiso!!
Santa Teresa d’Avila: “Dio è dovunque. Ma dove sta il re, ivi è la sua corte. Perciò, dove sta Dio, ivi è il cielo. Sappiate dunque che dove si trova la maestà di Dio, ivi è tutta la gloria. Ricordate ciò che disse S. Agostino, il quale dopo aver cercato Dio in molti luoghi,
lo trovò finalmente in se stesso
(S. AGOSTINO, Confessioni, X, 27).
Pensate forse che egli venga da solo? Non udite suo Figlio che dice: che sei nei cieli? Ed è forse possibile che un Re così grande si muova senza seguito? No, i suoi cortigiani li ha sempre con sé; e poiché essi sono pieni di carità, lo pregano continuamente per noi e per i nostri bisogni”
 (S. TERESA D’AVILA, Cammino di perfezione, XXVIII, 2.13).



COME RICEVERE DEGNAMENTE IL SIGNORE:

a. Essere in grazia di Dio.
b. Umiltà esteriore e inferiore.
c. Osservare il digiuno.
d. Decenza nel vestire.
e. Sapere e pensare chi si va a ricevere.

Santa Geltrude chiese al Signore quale preparazione le richiedeva per la santa Comunione e Gesù le rispose:
"Non voglio altro da te, se non che tu venga a ricevermi vuota di te stessa".


Un bel consiglio su come comunicarsi da S. Teresina del Bambin Gesù:

“Mi figuro l'anima mia come un terreno libero, e prego la Vergine Santa di sgombrare i detriti che potrebbero impedirle di essere libera, poi la supplico di alzare ella stessa una tenda vasta, degna del Cielo di abbellirla con i suoi ornamenti, e invito tutti i Santi e gli Angeli affinché vengano a fare un magnifico concerto. Mi pare, quando Gesù discende nel mio cuore, che sia contento di vedersi ricevuto così bene, ed anch'io sono contenta” (Storia di un’anima 225).

Cerco adesso di passare in rassegna i vari passaggi compiuti da S. Teresina.
Per prima cosa invocava la Beata Vergine perché venisse a sgombrare le macerie che potevano impedire la sua unione con Gesù.
Penso che S. Teresina alludesse a particolari peccati (evidentemente veniali) o a difetti della propria vita. Chiedeva dunque a Maria di venire a tirar via questa, quella, quell’altra mancanza dalla propria anima. Non era una richiesta generica, ma specifica: la rimozione di un particolare ingombro, come ad es. la poca simpatia verso una consorella, il ricordo di un torto subito, distrazione nell’ascolto della parola del Signore,
un atto di compiacimento di se stessa, un pensiero contrario alla carità...
Già facendo questo, attuava un vero pentimento e ripudio dei propri peccati.

In secondo luogo chiedeva a Maria di innalzare una tenda vasta, degna del Cielo e di abbellirla
con i suoi ornamenti in modo che fosse degna di ricevere il Signore.
Questa tenda vasta era la propria anima, che desiderava fosse disposta a ricevere degnamente il Signore e compiere nella maniera
 più santa il gesto in assoluto più grande di tutta la sua giornata.
Voleva la sua anima abbellita ben dilatata, ornata con le virtù di Maria. Chiedeva dunque a Maria di venire in lei per ricevere Gesù con la sua stessa fede,
 quella del giorno dell’annunciazione o del venerdì santo...
Chiedeva a Maria di venire ad accogliere Gesù con la prontezza con cui lo accolse in quegli eventi, di amarlo e di servirlo come lo ha amato e servito lei, con la perfetta disposizione dei doni dello Spirito Santo a captare in tutto la volontà del Signore ed assecondarla...
Chiedeva a Maria di ornare la sua anima con la prontezza di dedizione con cui si recò dalla cugina Elisabetta e la servì per tre mesi...

Non ancora del tutto appagata, chiamava tutti gli angeli e i santi del cielo perché facessero un concerto per Gesù che veniva da lei.
Voleva che l’ingresso di Gesù nel suo cuore fosse accompagnato dagli atti più belli di amore, quelli che gli angeli gli danno in cielo e quelli che i santi gli hanno dato dalla terra e che adesso, del tutto purificati, continuano a dargli in cielo.
Voleva che non solo l’ingresso di Gesù fosse accompagnato da un concerto celeste, ma anche che l’unione della sua anima con Gesù fosse continuamente accompagnata da quel concerto.
Del resto la sua Santa patrona, santa Teresa d’Avila diceva che questo gran Re quando viene in noi, non viene mai da solo, ma viene accompagnato da tutto il suo corteo regale che prega in con noi e prega per noi.

Dice infine che le pareva che Gesù fosse contento di essere ricevuto in quel modo e che lei stessa ne era contenta.
Prova a farlo anche tu: ne sarai contento e soprattutto avvertirai anche con segni tangibili la contentezza di Gesù.


fonte principale padre Angelo  (http://www.amicidomenicani.it/)