Comunione Spirituale, per chi
a messa non può andare spesso
Ah! non posso ricevere
la santa comunione così spesso come vorrei, ma, Signore, non
siete l'onnipotente?...
Restate in me come nel
tabernacolo, non allontanatevi mai dalla vostra piccola ostia...
Vorrei consolarvi
dell'ingratitudine dei cattivi e vi supplico di togliermi la
libertà di dispiacervi.
Se qualche volta cado
per mia debolezza, il vostro sguardo divino purifichi subito la mia
anima
consumando tutte le mie
imperfezioni, come il fuoco che trasforma ogni cosa in se stesso...
SANTA TERESINA DI LISIEUX
Di’ alle anime
che mi amano, che vivano unite a me durante il loro lavoro;
nelle loro case, sia di giorno che di notte, si inginocchino spesso in
spirito, e a capo chino dicano:
Gesù,
ti adoro in ogni luogo dove abiti Sacramentato, ti faccio compagnia per
coloro che ti disprezzano, ti amo per coloro che non ti amano, ti
do’ sollievo per coloro che ti offendono. Gesù,
vieni nel mio cuore!
Questi momenti saranno per me di grande gioia e consolazione.
Gesù a Beata Alexandrina
Che
Cos'è e come va Fatta.
La Comunione spirituale che unisce l’anima a Dio, anzi alle
tre Persone divine, è venuta fuori con la promessa del
Signore:
“Chi
accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama
sarà amato dal Padre mio e
anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui”
(Gv 14,21) e
“se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre
mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso
di lui” (Gv 14,23).
Gli Apostoli hanno inteso che davvero ci si poteva unire personalmente
al Signore dall’interno del proprio cuore.
Perciò san Pietro scriveva:
“adorate il Signore,
Cristo, nei vostri cuori” (1 Pt 3,15).
Ma nel Medioevo è gia affermato il convincimento che il
Signore quando viene in noi sacramentalmente, appena svanita la sua
presenza corporale col venir meno delle sacre specie, vi rimane con la
propria anima. Ne parla esplicitamente san Bonaventura.
Il Concilio di Trento parla esplicitamente della Comunione spirituale.
Allora fare la Comunione spirituale non significa soltanto essere uniti
alle tre Persone divine, ma anche essere uniti all’anima di
Gesù,
che è una componente essenziale della sua umanità.
Fare la Comunione
spirituale significa ravvivare la presenza di Gesù e
renderlo operante nel medesimo modo in cui lo è
nella Comunione sacramentale.
Per goderne tutti i frutti, è necessario essere in grazia di
Dio.
Il proposito di andarsi a confessare, unito al pentimento dei peccati
commessi, può essere già un segno che la grazia
di Dio ci ha raggiunti,
sebbene non si sia ancora fatta la confessione sacramentale.
In ogni caso, non è mai sbagliato farla. Il Signore vede il
desiderio dell’anima.
La Comunione spirituale può essere fatta ovunque, anche se
per godere frutti più abbondanti è necessario un
certo raccoglimento
e stabilire una vera comunione di pensieri e di affetti col
Signore.
È vero che si può fare anche in un istante e
quante volte si vuole, ma in ogni caso deve essere vera Comunione,
vale a dire fusione del nostro io con suo, dei nostri pensieri e dei
nostri affetti con i suoi. Deve essere un momento santificante e non un
fatto magico.
Ottimo metodo di fare la Comunione spirituale è quello di
unirla all’ascolto della Parola del Signore, e
cioè nella meditazione. Ma nella meditazione e soprattutto
nella contemplazione si attua la Comunione spirituale senza esprimere
delle formule particolari. La si vive senza pensare di porre
l’atto.
Molti fanno la Comunione spirituale quando ricevono la benedizione
eucaristica.
fonte principale: padre Angelo (www.amicidomenicani.it)