1. L’indulgenza plenaria non la si chiede a nessuno, ma consiste
nell’accoglienza di un dono concesso dal Papa in virtù del
potere delle chiavi
ricevuto da Gesù Cristo.
2. il fondamento biblico delle indulgenze. Esso sta
nel potere delle chiavi concesso da Cristo a Pietro: “A te darò le chiavi del
regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e
tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli” (Mt
16,19).
Questo potere non è solo sul peccato (da rimettere o meno) ma anche
sulla pena.
3. Si può scorgere una certa forma biblica d’indulgenza nel comportamento
di Paolo nei confronti dell’incestuoso di Corinto.
Nella prima lettera
ai Corinti San Paolo commina la pena. Ecco il testo: “Si sente da per tutto
parlare di immoralità tra voi, e di una immoralità tale che non si riscontra
neanche tra i pagani, al punto che uno convive con la moglie di suo padre. E voi
vi gonfiate di orgoglio, piuttosto che esserne afflitti, in modo che si tolga di
mezzo a voi chi ha compiuto una tale azione! Orbene, io, assente col corpo ma
presente con lo spirito, ho già giudicato come se fossi presente colui che ha
compiuto tale azione: nel nome del Signore nostro Gesù, essendo radunati
insieme voi e il mio spirito, con il potere del Signore nostro
Gesù, questo individuo sia dato in balìa di satana per la rovina della
sua carne, affinché il suo spirito possa ottenere la salvezza nel giorno del
Signore” (1 Cor 5,1-5).
Nella seconda lettera ai Corinti scrive: “Per
quel tale però è gia sufficiente il castigo che gli è venuto dai più, cosicché
voi dovreste piuttosto usargli benevolenza e confortarlo, perché egli non
soccomba sotto un dolore troppo forte. Vi esorto quindi a far prevalere nei
suoi riguardi la carità; e anche per questo vi ho scritto, per vedere alla
prova se siete effettivamente obbedienti in tutto. A chi voi perdonate, perdono
anch'io; perché quello che io ho perdonato, se pure ebbi qualcosa da perdonare,
l'ho fatto per voi, davanti a Cristo, per non cadere in balìa di satana, di cui
non ignoriamo le macchinazioni” (2 Cor 2,6-11).
4. Nella Chiesa antica troviamo un’altra forma di indulgenza nelle
lettere dei martiri.
Le lettere dei martiri (dette a quei tempi “libelli
pacis”) erano lettere di raccomandazione che i martiri (condannati ai lavoro
forzati...) accordavano ai “lapsi” (caduti nell’eresia) che ne facevano
richiesta per essere ammessi nella Chiesa e poter partecipare nuovamente ai
santi misteri prima del compimento di tutta la penitenza.
Scrive San
Cipriano: “Noi crediamo che contino moltissimo dinanzi al nostro giudice i
meriti dei martiri e le opere dei giusti”
(I cristiani caduti, 17,16).
Il vescovo non era vincolato da queste lettere, ma accordava ordinariamente
il favore richiesto.
Questi sono gli antecedenti alla pratica delle
indulgenze introdotte a partire dal secolo XI: veniva concesso ai fedeli un
condono della pena temporale a motivo del compimento di determinate opere
buone.
5. Ma che cos’è precisamente l’indulgenza?
Il Catechismo della
Chiesa Cattolica afferma che “l’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio
della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa,
remissione che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni,
acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione,
autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e
dei santi” (CCC 1471).
L’indulgenza poi è “parziale o plenaria” a seconda che
liberi in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati.
“Ogni
fedele può acquisire le indulgenze per se stesso o applicarle ai defunti” (CCC
1471).
L’indulgenza è la remissione della pena, non della colpa.
Questa viene rimessa nel sacramento.
6. Per prendere l’indulgenza è necessario il compimento di un’opera
buona.
Ai meriti intrinseci di quest’opera, la Chiesa vi aggiunge i
meriti delle sovrabbondanti opere soddisfattorie di Cristo e dei
santi.
L’indulgenza costituisce dunque un incentivo al compimento di
opere buone, di opere di conversione che affrettano nei singoli il processo di
redenzione e di santificazione.
L’intento della Chiesa è dunque santo e
mira essenzialmente alla maggior gloria di Dio.
7. E le pene temporali da che cosa derivano?
Bisogna sapere che
anche dopo l’assoluzione sacramentale rimangono nel fedele le cattive
disposizioni che lo avevano portato precedentemente a peccare.
Giovanni Paolo
II ricorda che “anche dopo l'assoluzione rimane nel cristiano una zona d'ombra,
dovuta alle ferite del peccato, all'imperfezione dell'amore nel pentimento,
all'indebolimento delle facoltà spirituali, in cui opera ancora un focolaio
infettivo di peccato, che bisogna sempre combattere con la mortificazione e
la penitenza” (Reconciliatio et paenitentia 31,III).
8. L’indulgenza plenaria si può prendere solo una volta al
giorno.
È necessario compiere un’opera indulgenziata e
adempiere a tre condizioni:
- confessione sacramentale,
- comunione
eucaristica
- e preghiera secondo le intenzioni del sommo Pontefice.
Si
richiede che sia escluso qualsiasi affetto al peccato, anche veniale.
Le tre
condizioni possono essere adempiute parecchi giorni prima o dopo aver compiuto
l’opera prescritta.
Con una sola confessione sacramentale si possono
acquisire più indulgenze plenarie.
9. Molte sono le opere alle quali viene annessa l’indulgenza plenaria:
Tra
le principali meritano di essere menzionate:
- l’adorazione al SS. Sacramento
per almeno mezz’ora;
- la pia lettura della Sacra Scrittura almeno per
mezz’ora;
- il pio esercizio della Via crucis;
- la recita del Rosario
mariano in Chiesa o in un pubblico oratorio, oppure in famiglia, in una comunità
religiosa, in una pia associazione.
10. Grandi santi ci tenevano molto alle opere
indulgenziate.
Volevano compiere quello che è più meritorio davanti a
Dio.
Tra questi Santa Teresa d’Avila e San Giuseppe Cafasso.
In Breve da ricordare
L'indulgenza plenaria la si può lucrare solo rispettando alcune
condizioni:
Per chi non lo sapesse l’indulgenza consiste nella
remissione della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa,
che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per
intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, dispensa ed
applica autoritativamente il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi”
(Codice di diritto canonico, can. 992).
Nel Manuale delle indulgenze si
legge:
“26. Per acquistare l'indulgenza plenaria è necessario eseguire
l'opera Indulgenziata e adempiere tre condizioni:
1. confessione
sacramentale,
2. comunione eucaristica
3. e preghiera secondo le intenzioni del
Sommo Pontefice.
- Si richiede inoltre che sia escluso qualsiasi affetto al
peccato anche veniale.
Se manca la piena disposizione o non sono poste le tre
condizioni, la indulgenza è solamente parziale (n. 26).
- “Le tre condizioni
possono essere adempiute parecchi giorni prima o dopo di aver compiuto l'opera
prescritta; tuttavia è conveniente che la comunione e la preghiera secondo le
intenzioni del Sommo Pontefice siano fatte nello stesso giorno, in cui si compie
l'opera” (n. 27).
- “Con una sola confessione sacramentale si possono
acquistare più indulgenze plenarie; invece, con una sola comunione eucaristica e
una sola preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice si può acquistare
una sola indulgenza plenaria” (n. 28).
4. Le condizioni prescritte
(confessione comunione e preghiera per il papa), possono essere fatte parecchi
giorni prima o dopo.
Si quantificherebbero questi parecchi giorni nell’arco di 15
prima o dopo.
Sicché con la confessione almeno mensile si possono prendere le
indulgenze quotidiane.
5. Il Manuale delle indulgenze dice anche che se con
una confessione si possono prendere più indulgenze plenarie, dice anche che con
una sola comunione e una sola preghiera per il papa si prende solo una
indulgenza plenaria.
6. Tuttavia il Manuale delle indulgenze
dice che “i confessori possono commutare sia l’opera prescritta sia
le condizioni a quelli che siano legittimamente impediti dal
compierle” (n. 34).
E' necessario dunque il permesso del
confessore.
Il n. 35 ricorda che tutti coloro che ne sono legittimamente
impediti devono avere il desiderio di accostarsi ai predetti sacramenti appena
possibile.
Fonte pincipale ( e un ringraziamento dovuto a): Padre Angelo
http://www.amicidomenicani.it/sacerdote.php