Home Page
sono_cattolico_qiundi
Io sono cattolico e quindi devo come minimo indispensabile...
Gesù e ragazzi

osservare almeno i precetti della chiesa oltre ai 10 Commandamenti

Quali sono i precetti della Chiesa?
 Essi sono:
 1) partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimanere liberi da lavori
 e da attività che potrebbero impedire la santificazione di tali giorni;
 2) confessare i propri peccati, ricevendo il Sacramento della Riconciliazione almeno una volta all'anno;
 3) accostarsi al Sacramento dell'Eucaristia almeno a Pasqua;
 4) astenersi dal mangiare carne e osservare il digiuno nei giorni stabiliti dalla Chiesa (vedi sotto);
 5) sovvenire alle necessità materiali della Chiesa, ciascuno secondo le proprie possibilità.

Quali finalità hanno i precetti della Chiesa?
I cinque precetti della Chiesa hanno come fine di garantire ai fedeli il minimo indispensabile dello spirito di preghiera, della vita sacramentale, dell'impegno morale e della crescita dell'amore di Dio e del prossimo.

 ....e i 10 Comandamenti...

Il primo Comandamento: Io sono il Signore Dio tuo. Non avrai altro Dio fuori di me
    Il secondo Comandamento: Non nominare il Nome di Dio invano
     Il terzo Comandamento: Ricordati di santificare le feste  
     Il quarto Comandamento: Onora tuo padre e tua madre
     Il quinto Comandamento: Non uccidere
     Il sesto Comandamento: Non commettere adulterio
     Il settimo Comandamento: Non rubare
     L'ottavo Comandamento: Non dire falsa testimonianza
     Il nono Comandamento: Non desiderare la donna d'altri
     Il decimo Comandamento: Non desiderare la roba d'altri

(dal CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA)

Chi non osserva almeno i  cinque preccetti non è ancora entratto nell'ottica di una vera fede di un cristiano cattolico.
"ASCOLTA, ISRAELE:
QUESTI PRECETTI CHE OGGI TI DO,
TI STIANO FISSI NEL CUORE.
LI RIPETERAI AI TUOI FIGLI,
NE PARLERAI QUANDO
TI CORICHERAI E QUANDO TI ALZERAI."
(cfr Dt 6,4.6-7)

Nota: Spiegazione del quarto precetto:
 
4) astenersi dal mangiare carne e osservare il digiuno nei giorni stabiliti dalla Chiesa (C.E.I., 4 ottobre 1994)

...«Per legge divina, tutti i fedeli sono tenuti a fare penitenza, ciascuno a proprio modo; ma perché tutti siano tra loro uniti da una comune osservanza della penitenza, vengono stabiliti dei giorni penitenziali in cui i fedeli attendano in modo speciale alla preghiera, facciano opere di pietà e di carità, sacrifichino se stessi compiendo più fedelmente i propri doveri e soprattutto osservando il digiuno e l’astinenza». Queste disposizioni normative sono la determinazione della disciplina penitenziale della Chiesa universale (26), che i canoni 1251 e 1253 del Codice di diritto canonico affidano alle Conferenze Episcopali.
1) La legge del digiuno «obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po' di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate» (27).
2) La legge dell’astinenza proibisce l’uso delle carni, come pure dei cibi e delle bevande che, ad un prudente giudizio, sono da considerarsi come particolarmente ricercati e costosi.
3) Il digiuno e l’astinenza, nel senso sopra precisato, devono essere osservati il Mercoledì delle Ceneri (o il primo venerdì di Quaresima per il rito ambrosiano) e il Venerdì della Passione e Morte del Signore Nostro Gesù Cristo; sono consigliati il Sabato Santo sino alla Veglia pasquale (28).
4) L’astinenza deve essere osservata in tutti e singoli i venerdì di Quaresima, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità (come il 19 o il 25 marzo).
In tutti gli altri venerdì dell’anno, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità, si deve osservare l’astinenza nel senso detto oppure si deve compiere qualche altra opera di penitenza, di preghiera, di carità.
5) Alla legge del digiuno sono tenuti tutti i maggiorenni fino al 60° anno iniziato; alla legge dell’astinenza coloro che hanno compiuto il 14° anno di età.
6) Dall’osservanza dell’obbligo della legge del digiuno e dell’astinenza può scusare una ragione giusta, come ad esempio la salute. Inoltre, «il parroco, per una giusta causa e conforme alle disposizioni del Vescovo diocesano, può concedere la dispensa dall’obbligo di osservare il giorno (…) di penitenza, oppure commutarlo in altre opere pie; lo stesso può anche il Superiore di un istituto religioso o di una società di vita apostolica, se sono clericali di diritto pontificio, relativamente ai propri sudditi e agli altri che vivono giorno e notte nella loro casa» (29).