
Quali finalità hanno i precetti della Chiesa?
I cinque precetti della Chiesa hanno come fine di garantire ai fedeli il
minimo indispensabile dello spirito di preghiera, della vita sacramentale,
dell'impegno morale e della crescita dell'amore di Dio e del prossimo.
....e i 10 Comandamenti...
Il primo Comandamento: Io sono il Signore Dio tuo. Non avrai altro Dio fuori di
me
Il secondo Comandamento: Non nominare il Nome di Dio invano
Il terzo Comandamento: Ricordati di santificare le feste
Il quarto
Comandamento: Onora tuo padre e tua madre
Il quinto Comandamento: Non
uccidere
Il sesto Comandamento: Non commettere adulterio
Il
settimo Comandamento: Non rubare
L'ottavo Comandamento: Non dire falsa
testimonianza
Il nono Comandamento: Non desiderare la donna d'altri
Il decimo Comandamento: Non desiderare la roba d'altri
(dal
...«Per legge divina, tutti i fedeli
sono tenuti a fare penitenza, ciascuno a proprio modo; ma perché tutti siano tra
loro uniti da una comune osservanza della penitenza, vengono stabiliti dei
giorni penitenziali in cui i fedeli attendano in modo speciale alla preghiera,
facciano opere di pietà e di carità, sacrifichino se stessi compiendo più
fedelmente i propri doveri e soprattutto osservando il digiuno e l’astinenza».
Queste disposizioni normative sono la determinazione della disciplina
penitenziale della Chiesa universale (26), che i canoni 1251 e
1253 del Codice di diritto canonico affidano alle Conferenze
Episcopali.
1) La legge del digiuno «obbliga a fare
un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po' di cibo
al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle
consuetudini locali approvate» (27).
2) La legge
dell’astinenza proibisce l’uso delle carni, come pure dei cibi e delle
bevande che, ad un prudente giudizio, sono da considerarsi come particolarmente
ricercati e costosi.
3) Il digiuno e l’astinenza, nel senso sopra
precisato, devono essere osservati il Mercoledì delle Ceneri (o il primo
venerdì di Quaresima per il rito ambrosiano) e il Venerdì della Passione e
Morte del Signore Nostro Gesù Cristo; sono consigliati il Sabato Santo sino
alla Veglia pasquale (28).
4) L’astinenza deve
essere osservata in tutti e singoli i venerdì di Quaresima, a meno che
coincidano con un giorno annoverato tra le solennità (come il 19 o il 25
marzo).
In tutti gli altri venerdì dell’anno, a meno che coincidano
con un giorno annoverato tra le solennità, si deve osservare l’astinenza
nel senso detto oppure si deve compiere qualche altra opera di
penitenza, di preghiera, di carità.
5) Alla legge del digiuno sono
tenuti tutti i maggiorenni fino al 60° anno iniziato; alla legge
dell’astinenza coloro che hanno compiuto il 14° anno di età.
6)
Dall’osservanza dell’obbligo della legge del digiuno e dell’astinenza può
scusare una ragione giusta, come ad esempio la salute. Inoltre, «il
parroco, per una giusta causa e conforme alle disposizioni del Vescovo
diocesano, può concedere la dispensa dall’obbligo di osservare il giorno
(…) di penitenza, oppure commutarlo in altre opere pie; lo stesso può anche il
Superiore di un istituto religioso o di una società di vita apostolica, se sono
clericali di diritto pontificio, relativamente ai propri sudditi e agli altri
che vivono giorno e notte nella loro casa» (29).